Le domande più frequenti per il consulente finanziario indipendente:

Il percorso inizia sempre con un incontro conoscitivo gratuito volto a tracciare le necessità patrimoniali, finanziarie e previdenziali del Cliente ed a fronte dei quali verrà calibrato il servizio di consulenza.

Il Consulente Finanziario Autonomo non è coinvolto in alcuna attività di vendita e, per legge, non può ricevere provvigioni, retrocessioni o qualsiasi altro genere di compenso da banche e intermediari o soggetti ad essi collegati (assicurazioni, SIM, fondi, SGR ecc.). Quindi, non essendo soggetto ad alcun conflitto d’interesse, si ha la certezza che agisca unicamente negli interessi del proprio Cliente.

No. Il Consulente Finanziario Autonomo non ha accesso ai conti del Cliente e non può disporre autonomamente del suo patrimonio. Tutti i movimenti finanziari vengono svolti dalla banca su ordine del Cliente.

No. Il Cliente può continuare a usufruire dei servizi della propria banca di fiducia, facendosi assistere dal Consulente Finanziario Autonomo per l’esecuzione delle operazioni.

Il Consulente Finanziario Autonomo viene retribuito come ogni libero professionista (avvocato, commercialista, medico, ecc.) ricevendo un compenso direttamente dai suoi Clienti attraverso il pagamento di una parcella per compensi professionali che viene determinata proporzionalmente al servizio erogato, in base alle necessità del Cliente, alla sua situazione patrimoniale e al tempo dedicato per l’assistenza.

La parcella è sempre di gran lunga inferiore rispetto ai prelievi praticati dalle banche, assicurazioni o SIM direttamente dal conto del risparmiatore a fronte degli investimenti effettuati.

A conti fatti la parcella del Consulente si “paga da sé” grazie all’efficienza delle scelte consigliate, ai risultati ottenuti e al risparmio di costi inutili.

Per quanto concerne il servizio di consulenza in materia di investimenti, la parcella viene determinata in percentuale decrescente sul patrimonio sotto consulenza partendo da un minimo del 1,5% fino ad un massimo dello 0,7%.

Per gli altri servizi viene rilasciato un preventivo dopo il colloquio gratuito.

Il contratto di consulenza in materia di investimenti ha durata annuale ed è rinnovabile a scadenza.

Vi sono altre tipologie di contratto di Consulenza (MIFID o NO MIFID) di durata variabile in base alle esigenze del Cliente.

Per gli altri servizi viene rilasciato un preventivo dopo il colloquio gratuito.

No, non è necessario superare alcuna soglia minima.

Tuttavia, se l’ammontare del patrimonio in consulenza è contenuto, si potrà concordare un intervento di minore entità e una verifica periodica più saltuaria.

All’aumentare del patrimonio aumenta il livello del servizio e della frequenza dei contatti e dell’assistenza prestata.

I consigli di investimento forniti dal Consulente vengono eseguiti dal Cliente attraverso la propria banca di fiducia o di qualsiasi altro canale a cui è abituato, senza spostare il denaro.

Questo processo può essere semplificato ricorrendo al servizio di internet banking che ogni intermediario può fornire al Cliente.

Il Cliente può in ogni momento contattare il proprio Consulente che è in grado di assisterlo e formarlo in modo da renderlo autonomo nell’operatività.

Inoltre, il Professionista può consigliare nell’interesse del Cliente eventuali altri rapporti bancari più vantaggiosi in termini di costi e commissioni, lasciando la scelta al Cliente sul se e con quali Istituti Bancari operare.

No. Il Cliente non è mai obbligato a modificare il proprio portafoglio e ha sempre l’ultima parola su qualsiasi operazione.

Cosa posso fare per te